LA BANALITA’ DEL BENE

Ci distinguiamo dagli animali per un semplice fatto accaduto un po’ di tempo fa; il nostro cervello è cambiato, si è evoluto. Questo ”dono” datoci dalla natura, o per chi crede, da Dio, ci ha dato la capacità di creare tante e tante cose, anche il male. Con i secoli abbiamo sviluppato tecniche sempre più sofisticate per schiacciare il prossimo con il minimo sforzo ma, il denaro ,le batte proprio tutte. Siamo diventati talmente bravi che, tra qualche tempo, cesseranno anche le guerre, troppo dispendiose, si perde tempo, troppo casino, troppe pedine da muovere. Qualche guerricciola ci sarà ancora per un po’, ma giusto per dar il tempo ai signori della guerra di ”diversificare” i loro investimenti, magari investiranno in pale eoliche, metti caso una ”bolla verde”. Grazie sempre al nostro meraviglioso cervello oggi siamo in grado di scrivere a un amico, vedere un film, comprare prodotti da cucina, sex toys e distruggere un paese con un semplice click, come dice la pubblicità! Mandi due e mail,clicchi quà, clicchi là, fai qualche milione di profitto decine di aziende chiudono, centinaia di padri di famiglia vanno a spasso e con loro la loro famiglia e tu hai fatto un bel gruzzolo. Le prime volte giustifichi te stesso dicendo che hai ottimizzato qualcosa di lento e dispendioso , dopo un po’ neanche ti giustifichi più. Sei soddisfatto e puoi andare a giocare a golf con un collega o sbatterti una puttana di lusso, che ti frega, hai i soldi. Niente di più facile, banale.

Ma,stando alla simmetria della natura, c’è anche il bene. Questo campo è un po’ più innaturale dovendo sopprimere quell’istinto insito in noi di selezione della specie. In poche parole dobbiamo prenderci cura del prossimo, fare squadra ,aiutarci e non è facile. Non è facile prendere il tutto come un dogma anche perchè difficilmente tutti lo capiranno o lo capiranno nelle parole ma non nei fatti, come diceva mia nonna ” i più cattivi li trovi in chiesa la domenica”.

Bisogna restare umani, andare oltre il nostro individualismo dando slancio alle idee che, probabilmente, sopravviveranno a noi stessi. Lanciarle contro quel muro di gomma, quella legge universale del pesce grande che mangia quello piccolo. Oggi neanche i preti parlano più così, si risulta patetici, si perde una fetta di pubblico vaccinato alla vita, quella vera.

Si risulta patetici se si predica con chi nella vita deve correre, galleggiare, imporsi, vincere. Discorsi stucchevoli. Le persone hanno smesso di guardare da tempo  il pendolo del bene e del male, non conta sapere più che ore sono se è giorno o notte. Il bene è diventato male e viceversa a seconda della necessità del momento.

Nel muoversi oltre sè stesso, con questo ideale romantico, la persona si unisce ad altre persone,insieme formano un gruppo e tracciano una linea. Altri gruppi si formeranno tracciando altre linee,ci saranno scontri e la probabilità è che tutto resti in equilibrio. Nel frangente in cui la linea viene tracciata nasce l’arte della complessità,la politica. Arte complessa perchè deve danzare sui due concetti più banali:il bene e il male. Non è facile costruire qualcosa di stratificato,complesso,laborioso,quando le fondamenta possono spostarsi.

E’ compito di quegli uomini tenere la barra dritta,RESISTERE al vento contrario, custodire dentro di loro quel concetto, anche se la stessa banalità li porterà giorno dopo giorno a occuparsi di cose estremamente pratiche tanto da allontanarli dalla linea.

Se periodicamente non si volteranno a guardare quella linea,ricordando il percorso intrapreso che li ha portati a quel punto, se lo dimenticheranno, se gli impegni, le ambizioni, le gioie, i drammi personali distrarranno troppo a lungo, quella linea verrà coperta dalla polvere e non verrà la cattiva politica perchè non ci sarà più nessuna politica.

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